Leggo spesso post sui social di liberi professionisti, prevalentemente nel mondo della comunicazione, che si lamentano perché [...]
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4 consigli per non incappare in clienti della comunicazione che pagano poco, ovvero quando la verità è che non vi stimano professionalmente abbastanza

Ago 01 / 2017 6:30AM

Piuttosto che lamentarsi a vuoto, alcune dritte su come farsi valere professionalmente

Leggo spesso post sui social di liberi professionisti, prevalentemente nel mondo della comunicazione, che si lamentano perché non vengono pagati abbastanza per le proprie prestazioni; oppure perché non vengono pagati proprio dopo la prestazione. E’ chiaro che queste persone sono brutte e cattive, su questo non ci piove, la verità vera, però, quella che i finti amici dei social non vi diranno mai perché poi siete permalosi e bannate,  è che un po’ di responsabilità ce l’avete anche voi. Allora, per aiutarvi a non incappare in questi cialtroni che sono un po’ come i fidanzati infingardi, oppure come quegli uomini sposati che si tolgono la fede dall’anulare per corteggiarvi meglio, consapevoli che non lasceranno mai la moglie, compagna, fidanzata, ecc., ecco le

4 regole d’oro per non incappare nei clienti che pagano poco o non pagano del tutto, ovvero, gli elementi che vi fanno capire subito che la verità è che professionalmente non vi stimano e vi prenderanno solamente in giro:

  1. il preventivo. Di solito vi approcciano con fare annoiato, con le idee poco chiare, con un “sì, vorrei che mi seguissi i social, ma non so, non saprei, non so da dove partire, tu cosa ne pensi? Mi fai un preventivo? La risposta secca, in questi casi, per stanarli e per sondare il vero interesse è ribattere: “No, dimmi tu quanto budget vuoi mettere in questa operazione”. Se rispondono non lo so, non ne ho idea, potrei scegliere una cosa e poi non optare per un’altra, stanno solo ciurlando nel manico, ovvero pensano che i social siano un’attività alternativa al “pettinare bambole” ,dove non dovranno investire nulla se non quattro soldi per la “ragazzetta che li segue”. La verità è che non vi stimano abbastanza: né voi né ciò che fate – spesso non sanno nemmeno in cosa consista il vostro lavoro -. Di solito al mare, all’apericena, sulle piste di Courma, si vanteranno con i loro amici con cui dividono macchine, vacanze da urlo – quelle che di solito voi non fate – che hanno una tizia – già tanto se si ricordano il vostro nome – che segue il tutto,  ma che “viene via con poco”. E questo non è professionalmente un complimento. Non credo ci sia bisogno di spiegarvelo meglio. Mandateli a stendere panni
  2. gira voce che il cliente che vi ha contattati non paghi. Per carità, è un attimo mettere in giro cattiverie, tuttavia viviamo in un mondo dove il tam tam è veloce: se proprio volete provare a sondare, chiedete il pagamento anticipato del 40% del totale. Al massimo, rischiate, ma sarete ripagate del lavoro fino a dove arriverete a svolgerlo nel momento in cui la borsa si chiuderà. E’ comunque sempre buona cosa chiedere un anticipo, anche perché spesso le spese le anticipate proprio voi.
  3. Avete terminato il vostro lavoro, il cliente non ha nulla da obiettare, però inizia a rallentare i pagamenti, vi rimanda di un mese, poi di un altro, poi è giugno e luglio e agosto arrivano in un attimo, a settembre deve ricarburare e voi siete in rosso, ma lui si è fatto le vacanze. Qui ci vuole un avvocato, per due ragioni: la prima è che se un cliente non vi paga per tempo, ma notoriamente si gode la vita, significa che siete proprio voi a non avere ai suoi occhi un valore interessante, l’avvocato, solitamente, con una lettere, ridesta l’attenzione. Ma soprattutto, ricordate che se un cliente non paga in 6/8 mesi – pratica, se siete con pi anche illegale, oggi – significa che non ha proprio intenzione di pagare e allora l’avvocato è l’investimento migliore, Mal che vada, arriverete a un decreto ingiuntivo e rivenderete il Mac che l’addetto del tribunale andrà a pignorare nel caso si arrivi  fino in fondo.
  4. Un consiglio: non perdete la calma sui social poiché con nomi e cognomi rischiate di passare dalla parte del torto e di dover essere voi a pagare un avvocato. Per difendervi. Quindi cornuti e mazziati. Non solo: i problemi si risolvono nella realtà non nel mondo di internet (Viviana Musumeci)

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