Come si può riconoscere e contrastare la fame emotiva: ce lo spiega Elisabetta Leon nella seconda parte del suo intervento su [...]
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Fame nervosa: le 5 regole per contrastarla (2a parte)

Mag 08 / 2018 6:06AM

La seconda parte dell’intervento dove viene spiegato come affrontare la fame emotiva

Un immagine di cibo sano per combattere la fame nervosa

Come si può riconoscere e contrastare la fame emotiva: ce lo spiega Elisabetta Leon nella seconda parte del suo intervento su VM-MAG

Come già anticipato martedì scorso (LEGGI LA PRIMA PARTE DELL’INTERVENTO) VM-MAG ha chiesto a Elisabetta Leon, Dottore in Scienze e tecniche psicologiche specializzato in gestalt counseling, Gestalt Experience di spiegare che cos’è la fame emotiva o nervosa e come affrontare e risolvere il problema.

Le 5 REGOLE per contrastare la fame nervosa

 

 

1. Sviluppare auto-consapevolezza

Cioè mettersi in ascolto dei segnali che arrivano dal corpo. La fame è riconoscibile per sensazioni fisiche precise. Quindi un primo elemento discriminante che può aiutare a limitare gli “spuntini” in esubero, è proprio fare attenzione all’“improvvisa insorgenza” del desiderio di mangiare e se è genericamente orientato (cioè è perfetta la mela che c’è sul tavolo) oppure se è selettivo (cioè è fame di… krapfen, patatine..). In caso si tratti di una fame “improvvisa e specifica”, è molto probabile che il bisogno che le chiediamo di soddisfare sia di natura diversa.

 

2. Comprendere piuttosto che giudicare

Non è facile né immediato cambiare abitudini radicate; quindi un primo passo verso una maggiore auto-efficacia è quello di sviluppare un atteggiamento di auto-consapevolezza rispetto al proprio stile alimentare da sostituire gradualmente a quello inveterato di auto-giudizio. Cioè non colpevolizzarsi per il pacchetto di patatine divorato, ma prestare piuttosto attenzione al come: In che circostanze ho mangiato? E’ accaduto qualcosa prima o sta per accadere qualcosa? Come ho mangiato (es. ingoio il cibo o lo mastico? Come lo mordo?)

3. Scrivere

La scrittura può essere un buono strumento per riflettere sul proprio rapporto col cibo. Per quanto “strano”, anche immaginare un dialogo con il cibo che stiamo per mangiare o abbiamo appena assunto, può aiutare a comprendere meglio cosa cerchiamo/evitiamo veramente. Ecco alcune domande che possono aiutare: Cosa sto facendo? Cosa cerco? Di cosa ho bisogno? Cosa sento? Cosa mi aspetto? Cosa sto evitando?

 

4. Prendere tempo e sperimentare scelte alternative

Una volta diventati più consapevoli di quando si verifica un momento di “fame emotiva”, si può iniziare a lavorare nella direzione di diminuire l’impulsività, ad esempio fermandosi almeno cinque minuti, prima di mangiare ed in questo tempo, provare a sperimentare appunto scelte alternative al cibo: rilassarsi, respirare, alzarsi dalla scrivania e fare due chiacchiere con un collega, fare una passeggiata, chiamare un’amico/a, fare esercizi di rilassamento, se si è a casa ascoltare musica, fare un bagno

 

5. Cambiare

Il passo successivo è arrivare a riconoscere il vero bisogno, mascherato dietro il cibo e le potenzialità esistenti in noi per soddisfarlo. Nel momento in cui si sarà consapevoli di essere affamati di “nuovi amici, un lavoro più stimolante etc”, si potranno orientare energie, scelte e azioni per soddisfarlo veramente. Questo passaggio può essere faticoso, ma anche eccitante e di grande mobilizzazione creativa, in quanto occasione per un percorso di crescita personale.

 

Elisabetta Leon

Gestalt Experience – Via Porta Lodi 12 – Monza e Milano

MOBILE 345.1827001

leonelisabetta@gmail.com facebook:/gestaltexperience

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