Questa settimana mi sono svegliata nel Medioevo. Una strega – parliamo dell’affaire Asia Argento/ Harvey [...]
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Asia Argento, stupri di serie A e B, il Medioevo 2.0 e la misoginia

Ott 13 / 2017 11:14PM

Nella settimana in cui si celebravano le bambine a livello mondiale, l’Italia piomba in uno stato di arretratezza culturale e misogino senso di rivalsa

Questa settimana mi sono svegliata nel Medioevo. Una strega – parliamo dell’affaire Asia Argento/ Harvey Weinstein – è stata bruciata sull’altare del moralismo e del maschilismo misogino più agguerrito, meschino, volgare e crudele. Un maschilismo praticato da maschi e femmine – come ha detto la scrittrice Michela Murgia,

“Viviamo in un Paese dove non servono nemmeno i maschi per essere maschilisti” –

Eppure i maschi e le femmine non circolavano a piedi nudi indossando calzari antichi o vesti lunghe fino ai piedi. No, digitavano, questa settimana, come primati sul web. Dimostrando che l’Italia culturalmente, quella composta da persone, che spesso, per sentiri migliori, piuttosto che dimostrare di esserlo, lo presumono per differenza e sottrazione facendo, ad esempio, paragoni con la cultura maschilista musulmana “arretrata” rispetto alla nostra, quella che non consente alla donna di studiare, lavorare, guidare l’automobile e men che meno, scegliersi i propri partner sessuali, poi, quando si trova dinnanzi a una donna che accusa un uomo di stupro, il suddetto esercito di farisei 2.0 si schiera dalla parte dell’orco in diversi modi. Lo stesso esercito di uomini e donne inferocite che, qualche settimana fa si erano scagliate contro il mediatore culturale di Rimini che aveva commentato su Facebook “La violenza è peggio all’inizio, poi la donna si calma”. Ecco, tra questa frase, pregna di ottusa ignoranza culturale, psicologica e da sfigati dal punto di vista sessuale, e il ” ha aspettato 20 anni… ha continuato a vederlo per 5 anni” non c’è nessuna differenza perché il punto di vista è il medesimo:

nessuno entra in contatto empatico con la vittima, che è, prima oggetto sessuale del predatore e poi oggetto di commenti sul web dove le viene spiegato, secondo un galateo del tutto surreale e ignorante, come ci si comporta da vittime e quali sono le caratteristiche che la vittima di uno stupro deve avere.

Se questa non appartiene all’identikit, è una bugiarda – in fondo nel Medioevo le donne venivano immerse nell’acqua: se non morivano affogate, era la dimostrazione che erano delle streghe e quindi passavano direttamente al rogo -. Gente  più avvezza al moralismo che al kamasutra o ai manuali di psicologia e sessuologia, che spiega, con schemini puerili dal semplicismo rozzo e disarmante, a una donna violentata, come si deve comportare quando si sprofonda nei meandri di un rapporto sessuale subito.

No, non siamo ancora lontani dalla cultura dell'”indossava la minigonna”, “lo ha provocato”, “poteva dargli un calcio e scappare”, ” ha continuato a frequentarlo, quindi non è stupro”, “non è credibile perché avrebbe dovuto denunciarlo subito”, ecc, ecc. In una nazione dove una donna al giorno viene uccisa per mano di un uomo, che spesso appartiene al suo nucleo familiare, mi sono svegliata circondata da un branco di bulli 2.0 che davano addosso a una donna – che dall’altra parte dell’Oceano, in una cultura dove il Presidente degli Stati Uniti, forse, è sospettato di aver fatto cose sessiste e simili a quelle di cui è accusato un produttore grasso e sudaticcio, ma fortunatamente, si scandalizza ancora oggi se una donna viene molestata o stuprata e non ha dubbi su quale lato della barricata schierarsi e God Bless America, by the way -, che non ha la fortuna di essere simpatica, di essere santa o di essere vittimista di natura e per questo, non credibile. Perché sì, se fai l’attrice, in realtà non sei considerata una persona che lavora, ma una privilegiata che, in fondo, non ha bisogno di lavorare, e quindi, piuttosto, se proprio non vuoi sottostare a quel tipo di compromesso che, si sa, è all’ordine del giorno nel mondo del cinema, al massimo ti sottrai andando a lavare i pavimenti o , visto che sei la figlia del re dell’horror, fatti mantenere da lui, che problema hai? giusto per avere il rassicurante e folle plauso del popolino 2.0, frustrato dalle proprie vite ordinarie e che necessita, evidentemente, di una rivalsa sulla strega di turno.

Quello che fa più male, in tutto questo, è l’arretratezza culturale femminile che si piega, ancora oggi, nel 2017, a una visione maschilista, anche della propria psiche, della propria emotività e del proprio corpo che indubbiamente, è più sfaccettata e complessa di quelli maschile. Il ridurre tutto a una dicotomia schematica e semplicistica del “ha continuato a frequentarlo anche nei 5 anni successivi”, equivale

a non sapere nulla di psiche femminile, di soprusi, di soggiogamento, di insicurezza, di paura, di pietas e compassione, perché a tutte o quasi tutte le donne è successo, almeno una volta nella vita, di essere oggetto di un sopruso, di una molestia, anche solo di una mano sul culo in metropolitana.

E ognuna di queste lasciano un graffiante, ma sordo segno rabbioso in fondo all’anima; la voglia di spaccare tutto che viene, però, affossata e soffocata – e per questo pesa maggiormente -, da chi non ti crede e ti attacca. Motivo per cui le donne continuano ancora oggi a non denunciare. Quindi ha fatto bene Asia Argento a mandare a fanculo chi l’ha insultata, chi l’ha denigrata, presa in giro, chi l’ha insultata dandole della bugiarda, indirettamente. Ecco, e al suo, aggiungo anche il mio. #iosonoasia(Viviana Musumeci)

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