Bea Bongiasca è una giovane designer di gioielli. Diploma alla Central Saint Martin, Bea ha sempre studiato in scuole [...]
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Bea Bongiasca: la pacatezza di chi ha le idee chiare

Dic 06 / 2018 6:30AM

Una giovane donna dalle idee e dai gusti chiari

Bea Bongiasca è una giovane designer di gioielli. Diploma alla Central Saint Martin, Bea ha sempre studiato in scuole internazionali, anche prima di lasciare Milano alla volta di Londra. Il suo segno zodiacale è il sagittario. Il viaggio e la scoperta fanciullesca, ce li ha, quindi, nel sangue, caratteristiche che non devono mai mancare alle persone creative. Anche se, apparentemente,  timida, Bea ha le idee chiare in fatto di gioielli. Da qualche anno ha lanciato un brand di gioielli con una filosofia diversa rispetto all’idea classica del gioiello a cui siamo abituati da generazioni. VM-MAG ne ha parlato con lei.

Hai lanciato da pochi anni il tuo marchio di gioielli. Così giovane non hai mai pensato di lavorare, prima, per un brand famoso?

Ci ho pensato all’inizio e mi sono trovata davanti a questo bivio in cui incorrono oggi quasi tutti i creativi, perché comunque creare qualcosa di tuo ti dà una certa soddisfazione. E’ stata una mia ex insegnante che ha consigliato a me e ai miei di mettermi in proprio – ndr Bea è figlia di Andreina Longhi, storica pr milanese che partecipa all’avventura imprenditoriale come socia -. Siamo tornate da poco dagli Stati Uniti dove abbiamo trovato un partner molto prestigioso per la distribuzione, anche se il mio sogno sarebbe quello, adesso, di aprire un monomarca qui a Milano. Vedremo.

Qual è la tua idea di gioiello?

Io non credo al concetto, anche un po’ fané, di gioiello da mettere sul piedistallo. Non mi piace nemmeno l’idea del gioiello/investimento. Tra l’altro i gioielli, non appena li acquisti, perdono subito di valore, per cui se uno ama fare degli investimenti, piuttosto è più opportuno comprare opere d’arte. Quelle sì che si rivalutano. Ma non vorrei essere fraintesa. A me, ad esempio, i gioielli antichi piacciono molto e in quel caso lì sì che possono essere degli investimenti.

Disegni e realizzi disegni, ma in questo momento, non ne indossi…

Io indosso, tendenzialmente, gioielli miei, soprattutto quando esco anche perché se mi chiedono di chi sono, mi faccio pubblicità, invece di indossare quelli di altri designer o brand.  In generale, i gioielli mi piacciono, ma oltre ai miei, ho una particolare passione per quelli vintage o antichi. Pezzi di Cartier, Dior, Bulgari, David Webb. Mi piace l’orientalismo di Van Cleef e i gioielli d’artista.

Parlaci della tua nuova collezione

Nasce come contaminazione della collezione precedente. E’ ispirata al mondo dei fiori e per questa ragione ho utilizzato lo smalto colorato perché mi piaceva il modo in cui rendeva i dettagli floreali. In questo caso mi sono affidata ai colori vivaci del pantone.

Dove si trovano i tuoi gioielli?

In Italia nei concept store di lusso, ma anche all’estero come, ad esempio, in Cina.

Perché si dovrebbe regalare uno dei tuoi gioielli?

Perché sono belli, sono made in Italy e dietro la loro realizzazione c’è sempre una storia o un messaggio. (V.M)

 

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