Ovviamente i critici del web che parlano, brontolano a sproposito, ci saranno sempre, quindi questo articolo non è, [...]
/ 0 Comments / 588 View

Le 6 ragioni per cui questo Festival di Sanremo è stato un successo

Feb 11 / 2018 2:00PM

Il Festival della Canzone italiana. Ecco le ragioni del suo successo

Ovviamente i critici del web che parlano, brontolano a sproposito, ci saranno sempre, quindi questo articolo non è, chiaramente, per loro, ma se siete tra coloro che hanno amato questa edizione del Festival di Sanremo, vi elenchiamo

le 6 ragioni per cui vi è piaciuto tanto:
  1. il direttore o dittatore artistico ha tenuto in mano le fila e le redini gabbando tutti i professionisti della tv. Quando sei Bonolis, Fazio o Conti, ti confronti quotidianamente con ogni sorta di problema, burocratico, tecnico e artistico dei tuoi prodotti. Lo fai per anni e questo, spesso, prosciuga creativamente. Pensi di conoscere il pubblico e fai proposte che non sempre, invece, lo incontrano. Ti affidi quindi ai rassicuranti cliché. Anche Baglioni lo ha fatto – il cliché funziona sempre perché il cervello ci consente di dialogare con chi li mette in pratica riconoscendo alcuni elementi. Ergo ci immedesimiamo e ci sentiamo parte di un qualcosa. Baglioni è quel cliché che con una chitarra e una spiaggia ideale che alberga nei nostri ricordi, ha stregato 4 generazioni di pubblico. Niente di nuovo, ma dato che un  Festival di Sanremo simile non era mai stato fatto, ha vinto.
  2. le canzoni italiane. Tutte, le sue, quelle degli ospiti. Si è cantato sul palco, in platea e a casa sul divano – anche sui social -. Gli italiani hanno voglia di cantare e per spingerli a farlo, devi proporre loro un repertorio che sia noto. Claudio li ha uniti tutti.
  3. Professionalità sporcata dall’imperfezione. Tutto ha funzionato, anche se ci sono stati molti intoppi. Perché l’imperfezione emoziona è quell’elemento che apparentemente sporca, ma ti avvicina e ti fa empatizzare con chi ne è vittima. Sanremo non sarà il Superbowl o gli Oscar, dal punto di vista della macchina organizzativa, ma proprio per questo, ci piace. Siamo italiani, non americani.
  4. Picchio – ovvero Pierfrancesco Savino – è un vero e proprio mattatore: canta, balla, recita, suona il sax e cucinicchia. Si prende in giro, fa imitazioni strepitose, senza prendersi sul serio. Rilassato, ti rilassa e ti fa sentire come a una cena tra amici, che non vorresti finisse mai.
  5. Michelle Hunziker. Praticamente perfetta, ma si sente in colpa e per questo, si sporca, maschiacciandosi e facendo la compagnona per non infastidire. Per non creare gelosie nelle donne. C’è o ci fa? Poco importa. E anche se molte sono infastidite dal suo sorriso, dal suo essere “poco” leggiadra nei movimenti, tu Michelle, fottitene, perché queste invidiosone sono le stesse che ti darebbero della superficiale, a essere gentili, se ostentassi la tua femminilità e bellezza.
  6. Le canzoni: tutte all’altezza. Può piacere o meno un interprete, ma erano tutte con la dignità di salire sul palco e soprattutto con la furbizia di non piacere subito – se piaci subito, ti bruci altrettanto velocemente -. Difficile trovarne una che non sia radiofonica, ma anche di qualità – a chi scrive, su tutti, è piaciuto Lo Stato Sociale, così per farvelo sapere. Ovvio che per riconoscere il talento di canzoni che non sono salite sul podio, abbiano dovuto creare 240 premi in più, tanto che la stessa Ornella Vanoni è apparsa sorpresa e frastornata alla consegna del Premio Endrigo.

Unico limite di questo festival: l’irripetibilità. Ovvero, ah Cla’, se ti richiamano, dovrai sforzarti un po’ di più 😉 (Viviana Musumeci)

Please follow and like us:
0

Iscriviti alla newsletter per gli ultimi aggiornamenti

Enjoy this blog? Please spread the word :)