Il Timeless Issue di Vogue di ottobre è abbastanza esemplificativo del fenomeno: la percezione dell’età non esiste più. [...]
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La “verità sull’età” svela che non esiste più la percezione dei propri anni

Nov 14 / 2017 6:09AM

Il gioco della moda e della comunicazione ha liberato tutti. L’età è uno stato della mente

Il Timeless Issue di Vogue di ottobre è abbastanza esemplificativo del fenomeno: la percezione dell’età non esiste più.

E se fino a qualche tempo fa pensavate che i giornali, soprattutto quelli di moda, remassero contro di voi per farvi sentire vecchie – e darvi, con gli inserzionisti, la soluzione al problema -, oggi, il trend è cambiato e vi spinge a dirvi tranquillamente e serenamente agée e felici. Un lavoro sociologico iniziato sul digital grazie alle foto di Humans of New York, che spesso ha reso le persone ag protagoniste degli scatti, ma soprattutto, alle sciure chic di New York immortalate da Ari Seth Cohen nel blog ironico e stylish Advanced Style, hanno scavato lentamente prima negli occhi e poi nell’immaginario degli utenti fino a renderli pronti per la nuova generazione di senza età laddove una ragazza di 70 anni, oggi non ha nulla da invidiare a una giovane 18enne. Sui giornali, nei negozi, sugli ecommerce c’è spazio per tutti.

Lo dice anche una recerca recente compiuta da McCann Truth Central su oltre 30 paesi e 24.000 persone: lo studio si chiama Truth about Age e segna il passaggio a una maggiore consapevolezza come individui che non appartengono più a una fascia di età. Se nel 2050 una persona su cinque sarà over 60, molti hanno già iniziato a pensarci fin da ora: lo studio evidenzia che le persone di ogni fascia di età non sta rispettando le aspettative tradizionalmente associate alla loro fase di vita. Due terzi delle persone di circa 70 anni, facenti parte del campione globale, credono che “Tu non sia mai troppo vecchio per un appuntamento romantico”, mentre invece,il 57% dei ventenni ha paura della morte. Di fatto, sono state invertite le aspettative. Dallo studio si evince, quindi che è opportuno andare oltre la categorizzazione e collocare le persone dentro un modello di vita e non dentro un range di età.

Forse è anche per questo che donne come Iris Arpfel sono diventate icone anche per i più giovani, che le campagne pubblicitarie scelgono modelli over 70 e che le case di moda puntano su un target che probabilmente, ha, anche, una buona disponibilità economica? (V.M)

 

 

 

 

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