L’Italia, da qualche settimana, è grottescamente ferma su un punto: Milly Carlucci o Maria De Filippi, ovvero Ballando [...]
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Milly Carlucci/Maria De Filippi: da Ballando con le stelle ad Amici ecco le vere gladiatrici del sabato sera tv

Apr 27 / 2017 9:48AM

Tutti i personaggi in cerca d’autore che partecipano ai format delle due signore del sabato sera sono solo pedine in una guerra di fight club per gli ascolti. E fingono di non saperlo

balando con le stelle, amici, vm-mag.com

L’Italia, da qualche settimana, è grottescamente ferma su un punto: Milly Carlucci o Maria De Filippi, ovvero Ballando con le stelle o Amici? Sì perché ormai, assistere a questo catfight, una via di mezzo tra la Guerra dei Roses che non lasciava prigionieri e la Morte di fa bella, e l’argomento principe che se la gioca con le presidenziali francesi e le primarie del Pd.

Tutto ruota intorno a quella lotta lì del sabato sera

 

Le due regine si comportano come tali. Con il loro seguito, con i nani e ballerini di corte, con gli schieramenti pro Milly o pro Maria, con le pedine da muovere sulla scacchiera per il conteggio finale dei telespettatori che porta a raccolta pubblicitaria certa, sia per un canale sia per l’altro, le due signore tengono banco ormai da qualche settimana, anche se, essendo due donne di lunga esperienza televisiva – ma nel caso della De Filippi, anche imprenditoriale – il sospetto è che la lotta vada oltre il concetto di audience.

Nel caso di uomini come Pippo Baudo e Mike Bongiorno, si narra che la concorrenza fosse vera e che entrambi fossero un po’ permalosi, anche se sui palchi passati dei vari Telegatti, cercavano di improntare, almeno quella serata lì, a un minimo di fairplay ironico e giocoso. Qui, invece, gli addetti ai lavori parlano proprio di un vero Eva contro Eva. E quello a cui abbiamo assistito quest’anno è stato un crescendo di trash e di ravanamento nelle budella del pubblico per accaparrarsi anche l’ultimo degli ascoltatori.

Quello che è chiaro e che quasi nessuno dice è che entrambe le signore sanno immergere le mani nel fango, anche se perfettamente laccate di smalto e fresche di trucco e parrucco.

E’ un vero e proprio Duel alla Joseph Conrad, anche se in chiave biondo platino e outfit moderni, ma sottotono. Entrambe le eroine tentano di apparire rassicuranti, di mascherare il tutto con finta ingenuità – Milly Carlucci recita la parte dell’autrice ” a sua insaputa”, ma chi ha chiamato, ad esempio, Anna Oxa che già aveva reputazione di essere una che va contro le regole e di essere “maleducata” nei riguardi delle regole televisive? E chi ha invitato Asia Argento o lo stesso Valerio Scanu proprio quando stranamente avevano conti aperti con Selvaggia Lucarelli,  o quest’ultima che porta avanti il “discorso” sui social, senza soluzione di continuità, schernendo alcuni protagonisti, salvo poi risentirsi se viene ripagata con la stessa moneta e dando seguito, ancora una volta a uno strascico senza fine di polemiche che fa andare alle stelle il ranking sui social?

L’unica verità, di tutto questo, l’ha svelata proprio Alba Parietti durante l’Arena di Massimo Giletti. “C’è un gioco delle parti”. Frase che è stata fatta passare sotto silenzio perché è quella stessa che rivela il trucco della messa in scena televisitva. Se nelle fiction esiste la regola di antica memoria – risale a Samuel Coleridge e al 1800 – della sospensione dell’incredulità – ovvero della scelta volontaria del pubblico di fingere di credere a eventi incoerenti o incongruenti in una narrazione -, in tv e nei format televisivi, si vive ancora di anni 50 in cui il pubblico nazional popolare credeva a tutto quello che diceva la tv, proprio perché lo diceva la scatola magica.

Perché tutti i partecipanti di questi format o talent sono pedine in mano a una narrazione. Ma il popolo ha in mano, non più solo il telecomando, ma anche la tastiera ed esprime il proprio punto di vista.

La tv nazional popolare è diventata nazional populista.

Non esiste differenza alcuna tra chi balla, canta e chi giudica. E questo, giurati esperti di tv come Fabio Canino e Guillermo Mariotto, lo hanno capito, rientrando nei propri ranghi, esclusivamente perché se ci si mette a battibeccare con il ballerino di turno, ci si mette sullo stesso piano, cancellando la distanza fisica – e non solo – con chi dovrebbe essere giudicato, e se questo avviene, il pubblico è autorizzato a chiedersi: ma la differenza qual è?

Esistono sono le grandi vestali – Milly e Maria – che si adoperano a trasformare in pollice verso o pollice alto il volere del pubblico sovrano – ribadendo la dura e crudele legge della democrazia o populismo tv -.

E anche a chi è in giuria, in fondo, è un soldatino che deve eseguire – ben remunerato, si intende – gli ordini, anche non scritti, di un copione noto e stra-noto; un personaggio in cerca di autore, una marionetta in mano agli autori: insomma, tocca “ballare”, volente o nolente la danza.

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