Una delle grandi sfide nella distribuzione della moda è quella di riuscire a mantenere alto l’engagement con il [...]
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Nadia Mari: il concept store si evolve

Ago 07 / 2018 6:53AM

Cambiamenti importanti per la giovane designer romana

Una delle grandi sfide nella distribuzione della moda è quella di riuscire a mantenere alto l’engagement con il consumatore, ad esempio, nei concept store che, proprio per questo stanno evolvendo. Soprattutto quando i marchi non sono quelli delle grandi corporate internazionali. Ma la tendenza ci dice anche che piccolo è bello, purché sia interessante. Questa sfida è stata accolta dalla giovane designer Nadia Mari, che a partire da quest’anno cambia approccio alla sua clientela nello store di Roma. In realtà, i servizi proposti erano già presenti, ma solo su richiesta, la rivoluzione consiste nell’allargare queste proposte a tutta la clientela.

 

I nuovi servizi targati Nadia Mari

Nadia Mari è nota, fin dagli esordi, per offrire consulenza d’immagine e guida all’acquisto alle clienti, da qui l’idea della prima formula: Date The Designer, ovvero un vero e proprio appuntamento con la designer nello store, quando si cerca il capo perfetto per un’occasione speciale. La seconda proposta, invece, si chiama Atelier on Demand dove il servizio di Image Consulting risponde a esigenze più complesse. Un nuovo lavoro, un nuovo amore, una nuova vita: tutte situazioni in cui i nostri outfit richiedono un restyling. Infine Vip Access è la terza soluzione, quella che nasce dall’esperienza di Nadia con le clienti dalle esigenze particolarmente elevate, dove il servizio consiste nell’accesso riservato e a porte chiuse all’atelier, con servizio di pick up e la possibilità di un defilé esclusivo – che può essere richiesto, persino, a domicilio -.

Ma chi è Nadia Mari e come è nato il suo brand? Lo abbiamo chiesto alla designer:

N.M.: Quando ho iniziato a lavorare, ho avuto la fortuna di farlo per i brand italiani che amavo di più, come Valentino e Prada. E sicuramente questo ha rafforzato il mio entusiasmo. Poi, all’interno di queste maison, ho ricevuto stima e responsabilità in ugual misura. E questo, invece, ha contribuito a rafforzare la mia determinazione. Il mio brand è nato così: dalla mia voglia di fare qualcosa di mio e dalla consapevolezza che ho costruito negli anni, un’esperienza dopo l’altra.

D:Quali sono le sue caratteristiche? Come descriveresti la sua filosofia?

Sono ambiziosa, sogno di liberare le donne dalla schiavitù delle tendenze. Ogni cliente è una persona irripetibile, alla ricerca di qualcosa di bello e prezioso. Voglio che i miei capi, una volta indossati, dimostrino a quella persona che è lei, a essere bella e preziosa. Dovessi scegliere una definizione per le mie collezioni, opterei per “democratiche”, perché attraverso una sartorialità sapiente riescono ad esaltare ogni tipo di fisicità, dimostrando che
l’eleganza non è una questione di taglie.

 

D:Come influisce Roma sulla tua creatività e sulla essenza del brand?

Roma mi ricorda che la bellezza vera è sempre sfacciata. Le mie stampe traggono ispirazione da lontano, è vero, ma in tutte le collezioni riecheggia un’opulenza tranquilla e gaudente. Roma, per me, è una nobildonna che vive fuori dai palazzi, godendosi appieno la vita, ma con grazia.

D:Made in Italy, ma in quali distretti italiani?

Un bel po’.I  tessuti arrivano soprattutto da Piemonte e Toscana. Le sete, ovviamente dal distretto di Como. Tutto, poi, viene lavorato nei laboratori che ho scelto tra Lazio e Abruzzo e mi seguono passo dopo passo da sempre.

D:Quali sono i capi che ami di più creare e quali che indossi più volentieri?

Per quanto riguarda la creazione, non saprei fare una scelta. La mia parte preferita è la creazione delle stampe, quindi sicuramente disegnare un capo che prevede l’utilizzo di un patch particolare mi stimola molto. Per quanto riguarda il mio look personale, invece, sono una fan della petit robe noir – indosso abitini ogni giorno, per la loro versatile comodità. Ho giornate lunghe, impegnative e belle: il tubino è l’unico capo che si presta a interpretazioni differenti per ogni momento della giornata, per essere a mio agio dall’ingresso in atelier alla cena romantica.

D:Cosa significa per una moglie e madre lavorare creativamente, ma anche a livello imprenditoriale?

La risposta breve è che è difficile e faticoso ma dà grandissime soddisfazioni. Quella completa, è che per essere creativa e anche imprenditrice metti in campo le stesse doti che servono a essere una mamma partecipe, ma anche solida. Ci vogliono poesia, immaginazione, metodo, consapevolezza. E la capacità di bluffare. Perché la fatica è davvero tanta, ma i miei collaboratori – esattamente come i miei figli – devono sempre sapere di poter contare su di me. Le difficoltà arrivano, sempre. Ma se fai il tuo lavoro con passione, senza cercare scorciatoie, anche di fronte alla difficoltà più inaspettata trovi la forza di sorridere ed elaborare un piano per uscirne.

D: Dove sei distribuita?

Ho creato una rete di contatti forti negli anni. Ho clienti ormai da un decennio in tutta Europa, alcuni in Arabia Saudita e in Russia. Per le nuove stagioni, lavoriamo a Milano solo su appuntamento – ma anche via mail per i buyer che non riescono a passare. Per quanto riguarda i nuovi clienti, il nostro canale è il Tranoi di Parigi. Negli ultimi anni, tuttavia, stiamo sperimentando come base – non solo per la vendita al dettaglio, ma anche per la distribuzione – l’atelier in via di Monserrato, a Roma. Un po’ lo sospettavamo, ma la vendita diventa un processo molto più affascinante, sia per me sia per i buyer. In questo modo, infatti, mentre scelgono i capi, hanno l’opportunità di cogliere meglio l’essenza del brand e della collezione. Per questo sto pensando di aprirne anche uno stabile a Milano. (Testo raccolto da Viviana Musumeci)

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Comments (2)

Paolo MARI / 21/01/2018 /

Brava!

Lisa / 18/01/2018 /

Congratulations!
Un ottimo idea e non vedo l’ora di passare a trovarvi.

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