Less is more   è la nota frase coniata dall’architetto Mies Van Der Rohe che qualcuno ha considerato come un inno [...]
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Per qualcuno stile è sinonimo di minimalismo: non per me

Mag 10 / 2018 6:00AM

Una riflessione sullo stile personale che, quando si superano i 40, non richiede approvazione se non da parte di se stessi

Less is more

 

è la nota frase coniata dall’architetto Mies Van Der Rohe che qualcuno ha considerato come un inno al minimalismo più esasperato, forse, persino con un cenno di moralismo applicato all’architettura, ma questo non è un post dedicato al design, bensì al mio stile personale. Che è all’opposto del motto del noto architetto perché per me la differenza è netta:

 

less is less and more is more

 

Tra i vari diktat che sono stati dichiarati negli anni, dagli aneddoti su Mademoiselle Coco – “Prima di uscire di casa, guardati allo specchio, e levati qualche cosa” alla sua declinazione eterogenea da parte di molti designer degli anni 90 – Margiela, Jil Sander, Donna Karan, Calvin Klein, Helmut Lang, Ann Demeulemeester, Comme des Garçons –, questo stile, per quanto stilisticamente, visivamente e concettualmente intrigante, non mi ha mai rappresentata. E se un tempo, durante il periodo della giovinezza, questo elemento poteva anche farmi sentire in difetto, oggi, che c’ho un’età, vivo senza il peso del dover piacere agli altri e scelgo di essere completamente e definitivamente me stessa, seguendo umore, senso del comfort visto che mi sposto di sovente e dormendo fuori casa, voglio anche viaggiare leggera, seguendo le regole del minimalismo, sì, ma nel trolley.

Certo, arrivo tardi, perché nella moda anche il massimalismo è stato a suo tempo sdoganato, ma ha avuto la sua versione alta e grondante di cultura, piena di citazioni e rimandi con Anna Piaggi, e più commerciale nell’era dei social con Anna Dello Russo. Per non dimenticare, poi, la versione anche punk, se vogliamo, con Vivienne Westwood, oggi convertita più al ruolo di regina dell’eco war, ma sempre in versione fashion. Ma, per l’appunto, si parla sempre di eroine della moda.

A me, invece, piace pensare che esista anche uno stile massimalista quotidiano, ricercato, ma non troppo, un’espressione del se, avulso dalle regole del fashion system, dove il mix and max è terrone ispirato più a una per nulla sobria, e persino, se possibile, irriverente, Vergine del Carmelo piuttosto che a uno stile infiocchettato per le mogli dei magnati russi alla Dolce&Gabbana -.

Ecco, se questo stile esistesse, nella sua più totale anarchia e rilassatezza, sarebbe il mio.

Viviana Musumeci in versione bionda e rock

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