Francesco Soletti è il nuovo chef de Il Kitchen il ristorante dello Sheraton Lake Como immerso nel parco dell’omonimo [...]
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Francesco Soletti a Como via Ducasse

Lug 20 / 2017 6:00AM

Il giovane chef respira ambizione e disciplina

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Francesco Soletti è il nuovo chef de Il Kitchen il ristorante dello Sheraton Lake Como immerso nel parco dell’omonimo hotel all’uscita di Como per andare in direzione Cernobbio. VM-MAG ha incontrato questo giovanissimo – solo 26 anni – e talentuoso chef in una ventilata e gradevole giornata di luglio e la prima cosa che colpisce di questo ragazzo è la ferrea compostezza, a tratti militare, ma non deve ingannare, perché poi, parlando con lui al termine della colazione, il tratto che emerge subito è la sua forte ambizione e determinazione.

Nato a Nola, vicino a Napoli, il suo destino è tracciato fin da subito. I genitori lavorano tutto il giorno, così Francesco cresce con i nonni allevatori, contadini che servono in tavola ciò che raccolgono dalla terra. Le prime conserve di pomodoro campano le prepara con la nonna, come del resto i primi gnocchi li lavora a 12 anni. E’ subito passione che viene tradotta, dalla sua ambizione, in una lunga preparazione  presso la scuola alberghiera più vicina. Una volta uscito da lì, inizia l’apprendistato:

“Lavoravo nelle trattorie della zona e subito dopo ho iniziato a lavorare nella pasticceria dello zio” ,

là dove lo zio è il famoso pasticcere Pasquale Marigliano. Ma non rimane a lungo: “Circa sei mesi, poi, avendo imparato il mestiere ho capito che avrei fatto lo chef. E così, sono approdato da Don Alfonso 1890 (2 stelle Michelin) per restarci un paio di anni. Ho lavorato in seguito da Nino di Costanzo  (due stelle Michelin) ma è lì che ho capito che volevo andare a fare esperienza in Francia”. Con le idee ben chiare, questo giovane ragazzo appronda a Parigi in vacanza, senza dimenticare di stamparsi il curriculum che porta prontamente al Plaza Athenee di Alain Ducasse (tre stelle Michelin): tempo due giorni e il ragazzo viene subito chiamato e spedito a lavorare al ristorante sulla Tour Eiffel, il Jules Verne ( una stella Michelin), per poi passare al Plaza Athenee e infine al Louis XV a Monaco (3 stelle Michelin). Insomma, un percorso pulito e prestigiosissimo fin da subito. E, dopo tutto questo girovagare, Francesco approda al Kitchen sul Lago di Como per portare la sua cucina che descrive come: “Mediterranea, essenziale – ndr diremmo, persino, minimalista ma che lascia il segno -e semplice”. Come i grandi chef, alla domanda: “Qual è il tuo piatto preferito?” non esita e risponde “Gli spaghetti al pomodoro e basilico”, mentre, invece, il piatto che preferisce cucinare tradisce le sue origine campane, essendo il pesce, ma anche le verdure, che lui chiama “legumes” alla francese che grazie a Ducasse ha imparato a prepare in “milioni di modi”, dice con un certo orgoglio.

Alla mia domanda finale: “Dove ti vedi fra 5 anni?” non ha esitato a rispondere: “In un ristorante in una grande città”.

Al Kitchen fanno bene a tenerselo stretto, finché Francesco ha da imparare. E magari, perché  no, visto che ha sempre lavorato per ristoranti ultra stellati, a portare, anche la sua prima stella. La stoffa, c’è tutta (Viviana Musumeci)

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