I gioielli di futuroRemoto, il marchio di luxury fondato dal leccese Gianni De Benedittis, li ho ammirati la prima volta [...]
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futuroRemoto i gioielli creativi che piacciono alle persone di carattere

Nov 09 / 2017 6:57AM

Dal salento un marchio di gioielli innovativi

I gioielli di futuroRemoto, il marchio di luxury fondato dal leccese Gianni De Benedittis, li ho ammirati la prima volta durante un press day. E si sono impressi subito della memoria poiché si distinguono per creatività, estro, design e audacia visionaria, oltre che per i materiali preziosi con cui lo stesso De Benedittis ama giocare. L’aspetto ludico, poi, per quest’uomo nato sotto il segno dei Gemelli  – segno che ama divertire e sorprendere – è fortemente determinante, come dimostra la maschera da sub da indossare come anello o l’eterno Pinocchio che scappa dalla balena. Non intervistare questo talento creativo che, nel 2007 si è aggiudicato il concorso Who is on Next? di Vogue per la gioielleria, e che vanta collaborazioni con Ferzan Ozpetek, con La Perla e con Guillermo Mariotto, sarebbe stato un delitto.

A COSA TI ISPIRI E COME SI È EVOLUTA LA TUA LINEA?

Nelle mie creazioni c’è la tecnica del passato con il gusto del presente che io mi diverto a proiettare in avanti; la denominazione del mio brand vuole esprimere proprio questo concetto. Così, gioielli realizzati dieci anni fa sono ancora attuali, lo dicono i miei clienti di allora, che spesso sono i clienti di oggi. Tra le mie creazioni di gioielleria prediligo l’anello, perché esalta una gestualità che manifesta al meglio la personalità più intima di una donna. Poi mi divertono molto i ready made che trasformo in gioiello: penso allo spirografo, una collana in oro e diamanti che ho realizzato un po’ di tempo fa; l’anello tamburello, tutto in oro con pavé di diamanti e, ancora, l’anello fotovoltaico con un vero pannello solare circondato da rubini, questo per esorcizzare la sua onnipresenza sul nostro territorio; per non parlare dell’anello ventilatore, anche questo tutto in oro e diamanti o della collana spaghetto. La mia produzione si è evoluta, nel tempo, anche per assecondare le richieste che, negli anni, sono venute sia dal mondo dell’haute couture, che del cinema e del teatro, dopo gli incontri importanti, prima con lo stilista Guillermo Mariotto della Maison Gattinoni, e poi con il regista Ferzan Ozpetek, per i cui film e per le cui opere liriche ho realizzato delle apposite collezioni.

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COME LAVORI I TUOI GIOIELLI E COME SI CARATTERIZZANO?

I miei gioielli sono tutti pezzi unici realizzati a mano. Mi piace assecondare i miei capricci creativi e la mia esigenza di esprimermi in maniera naturale e talvolta un po’ trasgressiva. Io parto sempre dall’idea di stupire, di divertire di provocare. L’intuizione nasce da un’emozione che poi si traduce in linea, in oggetto che diviene gioiello prezioso; questo mi diverte e mi appaga. È straordinario vedere un oggetto palpabile nato da un pensiero, a volte da un sogno. I miei pezzi, considerati gioielli moda, talvolta sono cinetici e quindi ludici, talaltra oggetti di design che vengono acquistati per il loro concept, prima ancora che per il loro valore materiale.

QUALI SONO I METALLI PREZIOSI E LE  PIETRE CHE PREDILIGI?

Nella creazione dei miei gioielli uso sempre strutture in oro oppure in argento, spesso brunito, con pietre dure naturali e pietre preziose come l’opale, un bellissimo minerale dalle diverse tonalità di colore, affascinante per il suo processo di formazione, se pensiamo che consiste in gocce d’acqua imprigionate dalla roccia. Poi c’è il rubino, una pietra nobile, ritenuto dagli antichi un talismano di passione e prosperità più prezioso del diamante, come è accaduto oggi, data la sua ridottissima disponibilità; infine il diamante, che etimologicamente significherebbe indomabile, da tutti conosciuto come la pietra più preziosa per le sue particolari proprietà, prima fra tutte la durezza.

DOVE SONO DISTRIBUITI E QUAL È IL RANGE DI PREZZO?

I gioielli FuturoRemoto hanno soprattutto una committenza privata distribuita in varie parti del mondo; sempre più interessati i compratori arabi e americani, alla ricerca di oggetti estremamente preziosi, ma nuovi, sia nella linea che nelle forme. In Italia si possono trovare principalmente a Milano presso Lea boutique, in Via San Damiano e a Firenze presso Luisaviaroma. La fascia di prezzo dei miei gioielli al consumo va, in media, dai 350 ai 5.000 euro.

DOVE TI VEDI FRA 5 ANNI?

Spero che possa essere un lustro di ulteriore crescita e avanzamento. Non mi piace rimanere fermo in una condizione per molto tempo. Mi annoio con facilità e ho sempre la paura di annoiare i miei clienti con creazioni vecchie, superate, indietro rispetto ai loro desideri veloci. Un mio sogno rimane quello di aprire una scuola di oreficeria e design del gioiello, qui nel Salento.

CHI SONO I TUOI CLIENTI IDEALI?

Alcuni uomini molto curiosi, con il desiderio di sorprendere le loro donne e poi molte donne comuni, ma anche professioniste, esponenti del mondo della politica, della cultura e dello spettacolo. Donne veramente libere, che grazie alla loro volontà e intelligenza hanno ampiamente riscattato una storica disuguaglianza; donne ancora disposte a mettersi in discussione, ma che vogliono e sanno divertirsi.

COME INFLUISCE LA TUA TERRA SULLA TUA CREATIVITÀ?

Ogni atto creativo è sempre un ritorno alle proprie radici, a partire dai colori e dalle forme del paesaggio salentino che, inevitabilmente, scivolano nella mente e vi si imprimono, ma poi, inconsapevolmente riemergono nella realizzazione di un oggetto. Anche le condizioni fisiche e ambientali possono contribuire all’atto creativo; ad esempio, il vento non può non farti pensare all’idea di un gioiello cinetico. Inoltre, le emozioni suscitate da questi luoghi sono determinanti nella cosiddetta ispirazione; tutto parte da lì, da quello che proviamo, da quello che siamo in grado di percepire. Infine c’è il tempo, quello lungo del sud, che rimane ancora un nostro privilegio, un gradito complice nella fase preliminare dell’ideazione. (Intervista di Viviana Musumeci()

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