Ginta, nome lituano, che fa rima con grinta e che descrive molto bene il carattere di chi lo porta: ovvero Ginta Baku, [...]
MAGAZINE / 0 Comments / 947 View

Ginta: una cittadina del mondo molto parisienne

Apr 30 / 2019 6:30AM

Intervista alla cantante francesizzata che ricorda Brigitte Bardot

Ginta, nome lituano, che fa rima con grinta e che descrive molto bene il carattere di chi lo porta: ovvero Ginta Baku, cantante e showgirl che presto vedremo in tv su Canale 5 nel nuovo programma/talent musicale in partenza a maggio All Together Now – condotto da Michelle Hunziker -. Un uragano di bellezza ed energia sempre in movimento che da qualche mese è anche in promozione con il suo album dove canta in francese perché è la lingua che si sposa meglio con la sua voce. VM-MAG l’ha intervistata
Il singolo Babydoll è uscito qualche mese fa e hai scelto di cantare in francese, sebbene tu parli quattro lingue. Perché proprio questa scelta?
Perché mi sono accorta che la mia voce ha un suono particolare, quando canto in questa lingua che mi rappresenta molto bene. Però ho anche delle canzoni inedite che canto in italiano e che rilascerò un po’ alla volta.
A differenza del passato, quando si lanciava un album intero, tu, quest’anno, stai lanciando un singolo alla volta…
Sì, facciamo uscire le tracce una alla volta ed entro la fine dell’anno, l’album sarà completo.
Come sei diventata cittadina del mondo?
Ho vissuto in Svizzera e a 18 anni sono andata a Parigi, Milano, New York. Adesso vivo a Parigi dove ho firmato il contratto con Sony. Ho lavorato in passato con la Warner, quando avevo 19 anni e poi anche alla Universal. Infine ho cambiato agente, che è la stessa di Celine Dion e ho iniziato questo rapporo con la Sony. Con questa casa discografica ho un rapporto di partnership e posso esprimere la mia libertà artistica. E’ un’esperienza fantastica

E’ vero che sei una esperta di neuroscienze?
Per curiosità seguo e studio questa materia, da quando andavo al liceo. Sono molto interessata al legame che esiste tra musica e cervello. Quello che poi scopro, lo applico nel mio lavoro. Ad esempio, mi sarebbe piaciuto fare uscire un album tridimensionale con suono bineurale, dove la musica si sente come se si fosse circondati dai musicisti. La musica provoca emozioni che grazie alla tecnologia possono esaminate e studiate.
In tutto questo hai anche trovato il tempo per fare un figlio…
Ho un bimbo di 6 mesi. Avevo appena firmato il contratto con la Sony e ho scoperto lo stesso giorno di essere incinta. Quando ho girato il video di Mais oui mais non ero incinta, ma non se ne è accorto nessuno. L’ho detto solo al 7o mese perché avevo preso degli impegni e non volevo fare saltare tutto. Ho preso tanti aerei, in quel periodo e ho fatto l’ultimo concerto che ero incinta all’ottavo mese. Il mio supporto è stato quello di avere intorno a me esempi di donne in carriera che hanno anche figli e che sanno che possono farcela a fare tutto. Prima di avere un figlio, sentivo che mi mancava una dimensione. Ora ce l’ho e tutto ha un senso più compiuto.
Parliamo di cose più frou frou. Hai uno stile che è sempre impeccabile. A cosa ti ispiri, visto che sei sempre in viaggio?
Il mio è il classico stile parisienne ispirato da Ines de la Fressange, fatto di elementi basici, giacca smoking, jeans, top bianco, capi basici. Io, poi, punto sulla qualità per farli durare più di una stagione e investo molto sugli accessori . La mia regola è di introdurre dieci cose nuove nel mio armadio ogni anno. Punto sui colori, pochi ma non li mischio. (Viviana Musumeci)

Please follow and like us:
0

Iscriviti alla newsletter per gli ultimi aggiornamenti

Enjoy this blog? Please spread the word :)