Perché va bene indossare gli occhiali, ma la montatura ha la sua parte: Neubau Questo post potrebbe iniziare così: [...]
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Quando sei presbite, gli occhiali da vista non devono essere da “zia”

Gen 11 / 2017 6:00AM

A un certo punto, la vista è destinata a peggiorare e un paio di buoni occhiali – ma anche belli – è un buon investimento

Viviana Musumeci VM-MAG

Perché va bene indossare gli occhiali, ma la montatura ha la sua parte: Neubau

Questo post potrebbe iniziare così: “Ciao, sono Viviana e sono presbite”. E credetemi, fare coming out non è facile, perché diciamolo: le parole hanno un senso e, questa, rimanda immancabilmente al tempo che passa.

Presbite, solitamente, non si nasce ma si diventa…dopo i 40.

 

Insomma, è una di quelle cose che bisogna mettere in conto. Io per molto tempo, ad esempio, ho fatto finta di nulla. Ho iniziato col non mettere a fuoco molto bene da vicino, ma pensavo che fosse stanchezza e stress – che di fatto, possono incidere sulla nostra vista -. Poi ho capito che invece, quello era il fatidico segnale del gong.  Ma l’ho ignorato. E così,  a un certo punto mi sono ritrovata a leggere una lavagna a lezione, ad esempio, per poi ritrovarmi a guardarelo schermo del mio smartphone  allungando il braccio il più possibile, per poi riavvicinarlo alla ricerca della giusta distanza, in un avanti indietro, francamente imbarazzante, al limite del ridicolo.

E allora, dopo una visita – andate almeno una volta all’anno a farvi controllare la vista da un bravo oculista , mi raccomando-, ho avuto definitivamente il responso.

E così è iniziata un’altra ricerca: quella della giusta montatura. Sì, perché diciamolo, la parola presbite ha quel potere evocativo che rimanda al mondo delle zie che rammendano un calzino inforcando un paio di occhiali in punta di naso, appesi a catenelle terribili che penzolano per tenerli al collo Un’immagine che a me, personalmente, deprime. Ma non ho niente, chiaramente, contro le zie. E’, semmai, l’idea di qualcosa di fané e poco attuale. O moderno. E allora, visto che si parla di vista e non solo di questione estetica, mi sono consultata con la mia oculista la quale mi ha consigliato le lenti progressive – sì, sono anche miope, ma questo da tempo immemore -.

Una vera soluzione, perché, senza di esse, le montature di occhiali dovrebbero essere due e potete immaginarvi il disagio per una recidiva come me che ha indossato gli occhiali negli ultimi vent’anni, solo alla guida di una macchina, nel dover passare dalla montatura per vedere da lontano a quella per vedere da vicino, e viceversa. Alla fine avrei smesso di indossarli.

E invece no, e qui veniamo al terzo punto.  Cambiare faccia. Perché gli occhiali da vista sono un acquisto che non si fa a cuor leggero. Ho sempre indossato – si fa per dire – montature grandi perché il mio viso è tondo, ho una fronte mediamente spaziosa e quindi ho sempre pensato che gli occhiali piccoli non facessero al caso mio.  Poi ho visto loro, ovvero il modello Sigmund del marchio di occhialeria viennese Neubau,  e me ne sono innamorata e li ho scelti perdendo letteralmente la testa per loro, per quell’aria mittleeuropea che trasuda dal design; per la loro leggerezza, per il loro modo di essere iconici, in maniera moderna, ma ispirati al passato e per il colore rosso – anche se esistono anche in altri colori -. Eh sì, il mio volto è diverso.  E mi piace.

Quindi, la domanda è: vi è chiara la morale?  (Viviana Musumeci)

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