L’associazione moda-uomo, quella immediata, fa inevitabilmente pensare ai modelli di intimo di Calvin Klein, [...]
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La punturina glam MA I MODELLI CALVIN KLEIN GIOCANO A PES?

Ott 03 / 2012 10:45AM

 

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L’associazione moda-uomo, quella immediata, fa inevitabilmente pensare ai modelli di intimo di Calvin Klein, che, ormai da trent’anni (cade proprio in questi giorni l’anniversario del famoso marchio underwear) vediamo apparire su riviste e manifesti e che, solo negli ultimi tempi, sono stati raggiunti, nell’immaginario femminile, dal modello di Dolce&Gabbana, quello del bacio appassionato all’ombra dei faraglioni. Poi, superata l’immediatezza, c’è la realtà.
Che tanto, diciamoci la verità, uno con il costumino bianco a mutanda (senza offesa per il quadricipite!), giusto su un gommone in mare aperto dove non ci vede nessuno. E, per la cronaca, gli addominali si vedono pure con un boxer. Al ginocchio. Perché la coscia abbronzata è una prerogativa della donna. Come l’allattamento o le puntate di Grey’s Anatomy. Certo, a leggere le riviste maschili si intuisce che l’uomo ha ben altro a cui pensare piuttosto che a come vestirsi. Migliorare le prestazioni sessuali, trovare 101 modi per non pagare la cena a una donna, scolpire gli addominali senza fare troppa fatica, evitare le riunioni con il capo senza essere licenziati e dedicare più energie a quello che all’inizio era solo un passatempo, ma che, dopo la canzone dei Club Dogo con Giuliano Palma, è diventato uno stile di vita. Un inno per l’uomo che un tempo, per non chiedere mai, doveva mettere un deodorante e adesso invece … una partita a PES e chi se ne importa della doccia e del deodorante. Infatti, tra i must have della stagione uomo 2012-2013 non ci sono sciocchezzuole tipo la doctor bag, il cavallino o gli ankle boots, ma la tripletta segnata dopo essere riuscito a mettere Messi nella propria squadra, evitando la rissa con gli amici. Scolarsi un paio di birre, tra un calcio d’angolo e una punizione, fa raggiungere poi i più alti livelli del glamour.
Il rischio però è che accadano cose che nessuna donna meriterebbe di vedere. Tra queste segnalo: Il mocassino di pelle nera sotto il jeans, magari proprio quello che, tra tutti i jeans che gli uomini hanno nell’armadio, ha il lavaggio più chiaro. E lo stile classico non è una giustificazione. E’ pacifico che Della Valle non fa le Hogan per i punk. Il borsello. Certo, se un uomo non è così fortunato da uscire con una come me che porta le borse oversize anche di sera, la gestione congiunta di portafoglio, telefono, sigarette e chiavi della macchina potrebbe risultare complicata, ma niente di irrisolvibile avendo, fortunatamente, a disposizione due mani e anche due/quattro tasche. Il gilet da pescatore non è una soluzione. Così, tanto per chiarezza. Il calzino nelle nuance del grigio chiaro . Il calzino è uno solo. Scuro, al ginocchio e in filo di Scozia. O al massimo un Gallo. Ma solo per dare un’alternativa. Per il resto non ci sono scuse. E, tranquilli, facendo un buon uso della lavatrice, nessuna donna penserà mai che un uomo non si cambia i calzini, anche se li ha tutti uguali. Il bottone della camicia sbottonato. Il bottone aperto in zona pettorali può essere perdonato a un uomo solo. E se non vi chiamate Jude di nome e Law di cognome, quell’uomo non siete voi. Dunque, abbottonatevi. E dopo l’immagine raccapricciante del ciuffo di peli che esce dal bottone lasciato aperto, forse, e sottolineo forse, potrei ritenermi fortunata, accettare pacificamente che le camicie da uomo non siano solo bianche o celesti a tinta unita e ridimensionare il mio rapporto complicato con le camicie a righe. Oppure provare a passare una mazzetta alla persona che le stira.

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