Continua la carrellata su alcuni degli chef protagonisti di Lecco, il lago, le stelle che si terrà a Lecco il prossimo 11 [...]
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Lecco, il lago, le stelle: Claudio Prandi

Set 08 / 2015 6:00AM

Continua la carrellata su alcuni degli chef protagonisti di Lecco, il lago, le stelle che si terrà a Lecco il prossimo 11 settembre. E’ la volta di Claudio Prandi.

Claudio Prandi via https://emozioniconmarcodoggiono.wordpress.com/

Claudio Prandi via https://emozioniconmarcodoggiono.wordpress.com/

Com’è nata la sua passione per il cibo?

E’ nata quando avevo circa 12 anni e in casa cominciavo ad aiutare mia mamma a preparare i pasti. Eravamo in 8 in casa e mia mamma era molto brava a cucinare. Per lei, il primo lavoro della mattina era quello di pensare e preparare i pasti ed è da lì ho cominciato ad appassionarmi sempre più.

Quali sono i suoi cavalli di battaglia?
Sono sempre i primi piatti, specialmente le paste fresche e il pesce. Ad esempio i piatti che realizzavo quando lavoravo al Griso negli passato, erano i ravioli di magro al pesto leggero, la crema di crescione con cosce di rana disossate, la zuppa di ostriche al curry nella sfoglia croccante, gli scampi con porri fritti, i gamberi al vapore con misticanza e salsa allo scalogno e altri.

Quali sono i piatti che preferisce cucinare per i suoi clienti e quali che invece preferisce a livello personale?

Per i clienti preferivo cucinare dei piatti particolari, che non si trovavano, ad esempio, in altri ristoranti, come la zuppa di rana o di ostriche, i ravioli di lumaca all’aglio dolce e le paste fresche fatte al momento. A e, invece, piacciono sempre i piatti della mamma: son ricordi che non dimentichi mai, tipo gli gnocchi con il pane e ragù – pasto unico – o il coniglio arrosto con la polenta. Ancora adesso mi sembra di gustarli e sono bellissimi ricordi

Che cosa rappresenta per lei Lecco, il lago e le stelle?
Secondo me vuole rappresentare la cucina del nostro territorio vista dagli chef stellati di eri e di oggi in un aspetto di esigenza moderna come cibo di strada semplice, ma di attualità

Cosa non deve mai mancare a un bravo chef?
L’umiltà e la voglia di confrontarsi con altri chef e inoltre la volontà e la calma che sono doti indispensabili per poter affrontare il lavoro con i suoi collaboratori. Infine, deve essere anche un po’ psicologo perché ognuno di noi ha i suoi momenti difficili e bisogna capire bene le persone per poter ottenere il massimo da loro

Cosa pensa del trend attuale che vede il mondo della cucina molto spettacolarizzato?
Io credo che sia un messaggio distorto da quello che è la realtà: i ragazzi vedono e credono che il lavoro del cuoco sia quello e vogliono arrivare subito non pensando che prima di giungere a quei livelli, bisogna sacrificare la propria vita nel lavoro in cucina per 12/13 ore al giorno a sudare sabati, domeniche e feste e la sera si finisce a mezzanotte di lavorare e al divertimento non c’è da pensare. Io sono convinto che sì, un po’ di immagine ci deve essere, ma il lavoro del cuoco è in cucina e anche il grandissimo chef Marchesi lo sostiene. (V.M)

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