I fratelli Lumière sarebbero orgogliosi se sapessero che i cortometraggi sono approdati anche sul 2.0 Chiaramente, quando [...]
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Lo storytelling nel digital passa dal branded content – ovvero i film –

Dic 22 / 2016 3:05PM

Il branded content spopola sulle piattaforme web per raccontare i marchi di moda, ma non solo

bticino

I fratelli Lumière sarebbero orgogliosi se sapessero che i cortometraggi sono approdati anche sul 2.0

Chiaramente, quando parliamo di film o corti, non pensiamo a prodotti di puro entertainment, ma a vero e proprio storytelling che passa dal branded content che la stanno facendo da padroni sull’online, soprattutto quando vengono utilizzati per raccontare un prodotto o un marchio. Ne abbiamo visti molti, di recente e la novità è che le aziende investono budget un tempo, inimmaginabili. Pensiamo a un marchio leader nella ricerca – prodotto, marketing e comunicazione – come Burberry che a novembre, per festeggiare i 160 anni del marchio, ha lanciato online sul proprio sito – modificandolo e creando, chiaramente, tutti i legami di coerenza possibile -un film da 3 minuti e 30 secondi circa che è costato, secondo alcuni rumours riportati dall’Indipentent, circa 10 milioni di sterline.

Quando mai un marchio di moda ha investito un budget simile in pubblicità, visto che questa disciplina, a parte per occhiali e profumi, non ha mai rappresentato un canale particolarmente amato da questo tipo di aziende?

Eppure, in questo film meraviglioso, impattante, emotivamente coinvolgente, tutta una collezione viene “calata” e venduta tramite l’ecommerce, in un contesto ben definito e adatto per poterla raccontare, utilizzando l’escamotage del racconto sulla vita del fondatore del marchio Thomas BurberryThe Tale of Thomas Burberry -. Una vita raccontata, ma soprattutto immaginata intorno ai momenti clou dell’azienda – invenzione del gabardine, sponsorizzazioni di spedizioni nell’antartico o nel deserto -. Christopher Bailey non ha badato a spese e ha arruolato, come sempre, attori/testimonial rappresentanti della cool Britannia – Sienna Miller, Dominic West, Domnhall Gleeson e Lily James -, a volte, già apparsi nelle campagne adv. Il risultato è un vero e proprio film bonsai che chiede vendetta – perché non trarne una fiction? -.

Anche la catena fast fashion H&M, per Natale ha ideato un corto che però è stato declinato anche come campagna adv in televisione – spot da 30 secondi – e campagna stampa – con indossati a tema viaggio in treno con richiami alla location del film -. In questo caso ha arruolato un attore come Adrien Brody che qui interpreta il ruolo di uno stralunato capotreno e il regista Wes Anderson. La campagna ha sostenuto la vendita della winter collection 2016, ribadita in ogni angolo del sito istituzionale – dall’aspetto user friendly di blog – ed è destinata  a estinguersi con la collezione stessa. Insomma, usa e getta.

Ma non solo la moda si affida allo storytelling del branded content: anche la tecnologia che di per se è fredda e, anche nella comunicazione, deve essere riscaldata. B-Ticino ha investito 800 mila euro – fonte Engage – ne corto a puntate, Il mistero sottile, arruolando attori di cinema e fiction come Giorgio Pasotti e affidando la regia a Nicola Martini che ha scelto come partner produttivo la Tapeless Film. Avvincente, non si vede l’ora di scoprire, per l’appunto, quale sia il mistero che avvolge la scomparsa della moglie del personaggio interpretato da Pasotti che riannoda alcuni elementi, avvolto dal buio della notte, ma illuminato dalle tecnologie BTicino. (Viviana Musumeci)

 

 

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