Se pensate che essendo tutti al lavoro, lontani ormai dall’estate, il travel vada “in vacanza” o in [...]
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Tra le tante declinazioni del viaggio, nasce la nuova figura della travel designer

Nov 07 / 2017 6:00AM

Una nuova figura professionale a cui rivolgersi, quando si è in vena di fare la valigia

Se pensate che essendo tutti al lavoro, lontani ormai dall’estate, il travel vada “in vacanza” o in letargo, vi sbagliate. Primo perché il concetto di viaggio e vacanza è cambiato in maniera rivoluzionaria, secondo perché molte persone si prendono anche un week end lungo per cambiare città, gustare cibi diversi, nutrire gli occhi con musei, palazzi, monumenti meravigliosi raggiungendo destinazioni non lontanissime. Ecco perché, forse, è nata anche una nuova professione che è a cavallo tra la guida e la consulenza ai viaggi, che crea pacchetti su misura, ovvero su tutto quello che serve quando siete già pronti con la meta a portata di mano Le agenzie vi prenotano il viaggio, l’albergo, ma poi?

A chi affidarsi, quando dovete visitare il luogo? Ma soprattutto, se volete un viaggio che sia unico fato a vostra misura?

Ecco che è nata la figura della Travel Designer e VM-Mag, per spiegare meglio in cosa consista questo mestiere, ha intervistato una delle migliori: Carla Diamanti, che potete trovare qui

Come si diventa Travel Designer?

Il mestiere di Travel Designer si impara studiando i percorsi, imparando a conoscere i tempi per le visite e gli spostamenti. Accompagnando centinaia di persone, scrivendo innumerevoli reportage, consultando cartine geografiche e selezionando le località per scrivere guide di viaggio. Insomma si diventa Travel Designer con l’esperienza e con la passione. Oltre che con una base di preparazione specifica: ho frequentato per cinque anni una scuola per il Turismo, prima di laurearmi in Scienze Politiche. Tuttavia mi sono resa conto che mancano corsi di formazione specifici ed è per questo che ho deciso di dedicarmi anche alla formazione di chi vuole imparare a fare questo mestiere. Collaboro con l’Università di Torino con un Laboratorio curricolare durante il quale i ragazzi imparano a progettare tecnicamente un viaggio. Poi alla tecnica dovranno però far seguire la sensibilità e l’esperienza

Quanto bisogna viaggiare per diventare Travel Designer?

Bisogna viaggiare molto ma bisogna farlo in maniera particolare. Cioè non basta andare in vacanza in giro per il mondo. Serve avere un occhio particolare, conoscere gli strumenti, capire come un luogo possa essere “tagliato” in base alle necessità della persona per cui stiamo progettando un percorso. Solo i viaggi fatti in quest’ottica possono essere davvero utili per progettare quelli degli altri.

Quali sono le caratteristiche di chi pratica questo mestiere?

La chiarezza di far capire che non si è un agente di viaggi ma una persona che lavora sui contenuti. La sensibilità di cogliere le esigenze di chi ti contatta, che spesso ha un’idea di un determinato luogo e di un certo tipo di viaggio diversa dalla realtà. Bisogna avere la capacità di consigliare e di dire qualche “no”. Essere pazienti ma tenaci e lasciarsi sempre guidare dalla propria passione.

Qual è la meta che ha trovato più irresistibile? Quella per coppie? Donne single? Amici?

Io amo i deserti e sono affascinata dai paesaggi degli Stati Uniti del sudovest, in particolare del New Mexico e dello Utah. Mi piace la rudezza dell’Arizona e la sensazione di viaggiare in luoghi che sembrano usciti da un film. E’ una buona prova per le coppie: se resistono a migliaia di chilometri di natura incombente e di “città fantasma” il loro rapporto è veramente solido! Da single ho girato per lavoro molte località. Nei Paesi Arabi non mi sono mai sentita sola perché ho sempre trovato apertura e sostegno. A volte mi è capitato di chiedere un’informazione e di sentirmi rispondere che in attesa di sapere quello che chiedevo dovevo sedermi, riposarmi e bere un caffè. Ciò detto, dipende dalle donne. Ma certamente le città offrono forse l’occasione di avere più contatti e di muoversi più facilmente. Agli amici consiglio un viaggio fra le dune dell’Erg Chebbi marocchino, con tanto di notte nel deserto sotto le stelle. E’ un momento di condivisione che ricorderanno per sempre

Cosa chiedono i clienti di solito? E quali sono le caratteristiche del perfetto itinerario?

Mi chiedono di rassicurarli, mi danno un paio di idee e poi vogliono che io disponga le località secondo un ordine che decido io: diciamo che mi lasciano molto campo libero e che si fidano, anche perché arrivano tramite amici o mi trovano su internet. In entrambi i casi sono a conoscenza della mia esperienza e delle mie capacità. Il perfetto itinerario è quello che si adatta a chi deve viaggiare. Che tiene conto delle tappe imprescindibili ma che aggiunge qualcosa di speciale. (Testo raccolto da viviana Musumeci)

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