Quando si parla di professioni che si esercitano seguendo un’energia che assorbe in maniera dittatoriale, di solito si [...]
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Raptus and rose, ovvero la moda liberata (Intervista)

Apr 18 / 2019 6:00AM

Una nuova visione del fashion per donne consapevoli e libere

Quando si parla di professioni che si esercitano seguendo un’energia che assorbe in maniera dittatoriale, di solito si dice che si nutre una passionaccia, come se si trattasse di una ossessione insana; la verità è che ci sono persone che svolgono un lavoro perché non potrebbero fare altrimenti, rispondendo a una chiamata, una vocazione, come nel caso di Silvia Bisconti, creatrice del fashion brand Raptus and rose, un marchio che parla alle donne in maniera diversa.
Silvia,  milanese di nascita, è un’anima libera che della libertà fa la sua firma, facendola confluire anche nel suo progetto di moda. Ha lavorato a lungo con Romeo Gigli, facendo confluire nella sua visione della moda, quella passione eterea e fiabesca dei sogni che diventano poesia; è stata direttore creativo di Maliparmi fino a quando non ha realizzato il suo sogno di avere una sua etichetta tanto da averne due, oltre a Raptus and rose, infatti, Silvia, è la creatrice de l’Atelier sul FIume.

VM-MAG l’ha intervistata

Come nasce la tua passione per la moda?
Nasce insieme a me, non ricordo il momento perché ho sempre e solo voluto fare questo, più che un amore, una vocazione.
Qual è la tua visione in fatto di moda?
Dopo 25 anni di lavoro nella Moda, come braccio destro di Romeo Gigli all’inizio, come consulente per le aziende, e direttore creativo per Maliparmi poi, e con in mezzo una lunga e variegata lista di esperienze, tra cui la personal designer per una Sheikha degli Emirati Arabi, posso dire che la mia visione è la Moda Liberata.
Il progetto che ho deciso di far crescere con R&R, e che ha a che fare con tutte le donne, i loro universi unici, e la Bellezza.
Raptus & Rose non crea solo abiti ma un progetto che crescendo giorno dopo giorno mi permette di realizzare tutto ciò che amo e in cui credo. La Moda Liberata, rompe e cambia le regole, ne inventa di nuove, e nella sua massima espressione fa sfilare 50 donne in piazza, tra la gente, per raccontare che con la bellezza è il coraggio si può vincere la paura.
E che davvero ogni donna può essere unica e bellissima anche nel suo momento più basso e difficile.
Che cosa ti “raccontano” i tessuti che scegli per realizzare i tuoi capi?
Io compro tessuti solo in giro per il mondo, in luoghi lontani, dove la mia ricerca prende senso.
Compro con amore, con istinto e ogni tessuto mi narra ciò che sento e ciò che provi in quei luoghi.
Gujarat, al confine col Pakistan, Calcutta, Varanasi, Kerala, in India ma anche Marocco, Londra, e mille altri luoghi dove i tessuti raccontano storie di unicità e bellezza.
I miei viaggi si infilano così tra le trame dei tessuti che trovo con pazienza certosina e che poi le donne indosseranno con amore e passione.
Chi sono le tue clienti ideali e reali?
Sono donne tutte diverse, tutte uniche perché nelle diversità risiede la bellezza.
Non ho una cliente ideale, ma centinaia di clienti che adoro ognuna per la sua unicità, valore per me fondamentale che cerco di trasmettere con ciò che faccio.
Come descriveresti il tuo stile?
Difficile dirlo.
Appassionato? Forse potrei definirlo con un hashtag che uso quando viaggio
#nomadeinside
Dove preferisci cercare ispirazione per le tue creazioni?
In giro per il mondo. Sempre e comunque è in particolare modo in India dove vado 3 volte all’anno

 

Come vivi la moda a livello personale?
Come un amore appassionato che non finirà mai.
Ma un amore adulto, fatto di scelte, di poco e buono e di consapevolezze rivelatrici.
E devo dire che quello che faccio finalmente appaga tutte le mie velleità di moda, infatti incredibile ma vero io ormai vesto solo R&R…
Qual è il consiglio di stile che daresti?
Usa ciò che indossi per rivelare la tua anima, per connetterti profondamente con quello che sei e che vuoi raccontare di te, gli abiti che indossi sono il tuo manifesto. (Viviana Musumeci)
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