Sabato scorso è andata in onda un’altra puntata della trasmissione “Alla Lavagna” su Raitre la cui [...]
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Ecco perché concordo con la Santanché sul fatto che il denaro dia libertà

Feb 04 / 2019 7:54PM

Perché le donne non dovrebbero sentirsi libere grazie al denaro?

Daniela Santanché alla Lavagna parla di soldi e donne

Sabato scorso è andata in onda un’altra puntata della trasmissione “Alla Lavagna” su Raitre la cui protagonista del giorno è stata l’onorevole Daniela Santanché.

Premessa: la Santanché è una donna intelligente, anche se condivido poche delle sue idee. Detto questo, per quanto reputi le asserzioni che le sono state criticate, soprattutto in alcuni tweet lanciati da Vladimir Luxuria, relativamente a una frase pronunciata durante il programma – ndr la Santanché ha risposto a una alunna che le ha chiesto dell’importanza di avere dei soldi:

“Il mio papà ha insegnato a me e ai miei fratelli che chi paga comanda e lo dico a te che sei una donna. Il denaro è un grande strumento di libertà”

– un po’ demodé, in particolare quel ” chi paga comanda”, reputo che l’asserzione sul denaro che rappresenta, soprattutto per le donne, uno strumento di libertà, sia vera. 

Innanzitutto il denaro viene sempre moralisticamente, e per retaggio culturale e religioso, disprezzato, quando in realtà è semplicemente un mezzo che ci permette di vivere e di vivere anche bene; chi lo usa per questo, non implica che non possa usarlo anche per fare qualcosa di buono anche per gli altri, per una comunità, per dare lavoro, quindi non vedo, in linea di massima qualcosa di negativo nel denaro, in termini di principio.

Per una donna, poi, il denaro può fare la differenza. L’indipendenza e l’autonomia partono sicuramente da cultura ed educazione, ma una donna che ha il proprio denaro, se indipendente culturalmente e caratterialmente dal proprio compagno/marito, sa di non dover accettare compromessi che spesso, in generale, le donne che non hanno un lavoro o una fonte di reddito propria, si lasciano imporre, quando ad esempio, vorrebbero allontanarsi dai propri mariti (e con il disegno di legge Pillon abbiamo già visto, quanto questo diventerà ancora più punitivo per una donna), chiedere la separazione o scappare anche da uomini violenti.

Quindi non solo non trovo nulla di non vero, in quanto, asserito, ma penso che, a prescindere dalla simpatia/antipatia che può suscitare chi ha pronunciato queste parole, le affermazioni siano sacrosante. Se poi, all’indipendenza economica, aggiungiamo anche una buona base culturale e più attenzione alla propria formazione professionale e un buon welfare, chiudiamo il cerchio. (Viviana Musumeci)

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