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L'avvocato delle donne / 0 Comments / 2355 View

Violenza sessuale e molestie: cosa fare? Ce lo dice l’avvocato

Ago 21 / 2018 6:51AM

Un argomento scottante dove, per quanto possibile, almeno legalmente, è meglio non farsi cogliere impreparate

Da questa settimana, una volta al mese, VM-MAG ospiterà una rubrica affidata all’avvocato Claudia Dorianna De Carolis per dare consigli e spiegazioni in caso di problemi legali: questa settimana si incomincia con un argomento di estrema attualità come  violenza sessuale e  molestie: cosa fare nel caso in cui dovessero avere luogo?

La condotta che comunemente viene definita molestia rientra nella più ampia previsione dell’articolo 609 bis del codice penale, intitolato violenza sessuale il quale statuisce che chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringa qualcuno a compiere o subire atti sessuali, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.
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Il reato è perseguibile solo su querela di parte (ad eccezione del caso in cui il fatto venga commesso verso persona di età minore di quattordici anni o da pubblico ufficiale,incaricato di pubblico servizio, genitore o altra persona affidataria per ragioni di cura, educazione, istruzione e vigilanza): inoltre, la querela è irrevocabile quindi, una volta presentata non può essere rimessa. Il termine per la presentazione è stato allungato a sei mesi al posto dei tre mesi previsti normalmente per gli altri reati.

Il delitto di violenza sessuale comporta che il fatto debba necessariamente consistere nel compimento di atti sessuali contro la volontà del soggetto che li subisce. Il dissenso è l’elemento che lo caratterizza. L’articolo 609 bis prevede due tipi di condotta: la violenza sessuale per costrizione e quella per induzione. Nel primo caso la costrizione avviene per violenza, minaccia e abuso di autorità; nel secondo caso con l’abuso della condizione di inferiorità della vittima, sia fisica che psichica o con l’inganno circa la propria identità.

Ecco cosa fare, in pratica, in caso di violenza sessuale

Chiunque, uomo o donna indifferentemente, subisca una violenza che possa rientrare nelle previsioni dell’articolo, deve recarsi dai Carabinieri o alla Polizia e sporgere formale atto di denuncia e querela. E’ di fondamentale importanza che si specifichi che si tratta di QUERELA, perchè il reato non è perseguibile di ufficio e la semplice denuncia non dà seguito al procedimento penale.

Cosa succede dopo la querela?

Gli atti vengono trasmessi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale competente per territorio ed il Pubblico Ministero assegnatario del fascicolo svolgerà le indagini per accertare la fondatezza dei fatti denunciati al fine di decidere per una richiesta di rinvio a giudizio, in caso positivo, oppure di archiviazione, in caso negativo. La querela può essere redatta anche dall’avvocato nel caso in cui la parte lesa decida di rivolgersi ad un professionista e con procura speciale conferita dalla parte può presentarla direttamente presso gli uffici competenti della Procura. Una volta instauratosi il procedimento penale, la parte offesa può decidere di prendervi parte e chiedere i danni costituendosi parte civile.

Nel caso in cui decidesse di non farlo, il processo prosegue in ogni caso per l’ottenimento della condanna e la parte querelante verrà sentita come teste.

 

 

AVVOCATO Claudia Doranna De Carolis

Corso Lodi n. 47- Milano
e-mail doranna@tiscali.it
Si occupa di diritto civile, in particolare: diritto di famiglia, separazione, divorzi, successioni,
amministrazioni di sostegno, tutele, risarcimento danni da incidente stradale e infortuni sul lavoro

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